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LA TURBA – Il racconto di una passione
(film versione integrale)
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La Comunità Cristiana di S. Giovanni Battista in Cantiano ha sperimentato con successo la Passione di Gesù secondo Isaia. Questa comunità, che vive in maniera particolare la Passione e Resurrezione di nostro Signore anche attraverso la Sacra Rappresentazione del venerdì Santo, ha sempre voluto prepararsi spiritualmente con la meditazione sulla sofferenza.

Isaia ci presenta il servo di Jahvé che fa proprio il peso dei peccati dell’intera umanità ed espia, con la sua morte, tutte le debolezze ed i limiti degli uomini glorificando in questo Dio.

La speranza è che questo possa aiutare tutti a vivere la medesima esperienza in Quaresima.

 (Il materiale presentato è tratto dal sito www.qumran2.net)

 

LA PASSIONE DI GESÙ SECONDO ISAIA

 

La Passione di Gesù è il più grande dramma d’amore. Cristo non poteva fare di più per dimostrarci quanto ci ama. Per questo il cammino della Croce è invito alla preghiera, alla gratitudine; è scuola di misericordia, di umiltà, di carità. Il profeta Isaia nella figura del Servo di Jahvè ha prefigurato la vita di Gesù. Ora il profeta può aiutarci a vivere la Pasqua di Cristo e a comprenderla nella sua pienezza: egli si è consegnato alla Croce in obbedienza al Padre per la salvezza nostra

«Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio. Ho posto il mio spirito su di lui; egli porterà il diritto alle nazioni. Non griderà né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce, non spezzerà una canna incrinata, non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta. Proclamerà il diritto con fermezza; non verrà meno e non si abbatterà, finché non avrà stabilito il diritto sulla terra; e per la sua dottrina saranno in attesa le isole»(Is 42,1-4).

Santa Madre deh voi fate….

 

PRIMA STAZIONE - Gesù è condannato a morte

L. Ecco Gesù davanti a Pilato. Il suo volto è irriconoscibile; rigato di sangue, coperto di schifosi sputi... Più che una corona è un fascio di spine che gli insanguina il capo. Uno straccio rosso ricopre il suo corpo che è tutto un livido, tutto una piaga. In quel volto, su quegli occhi, quanta stanchezza, quanto dolore, quanta angoscia! E lui, Gesù, muto mi guardava, con quei suoi occhi pieni di dolore: mi stava dinanzi coronato di spine, con la carne fatta a brandelli dalla flagellazione e mi diceva: «Che ti ho fatto? In che cosa ti ho offeso?».

C. Perdona, Signore Gesù, se spesso ci nascondiamo per non comprometterci, se rifiutiamo il sacrificio, l’umiliazione, le posizioni scomode, il servizio. Perdona se non riusciamo a pregare per chi ci tratta male e pretendiamo di essere trattati diversamente da te.

Ripetiamo insieme: apri il nostro cuore a Cristo

- Maria, Madre che ci conduci a salvezza,

- Madre partecipe del nostro dolore

- Madre che ci sostieni nella prova

 

SECONDA STAZIONE - Gesù prende su di sé la croce

L. Si avvicina l'ora dell'esecuzione. Sulle spalle di Gesù viene caricata la croce su cui dovrà morire. E’ grossa, pesante... E lui è stanco, sfinito dalla sofferenza, dalla veglia e dalla flagellazione. Le sue spalle la reggono con fatica. E tuttavia la deve portare! Scortato dal centurione e dai legionari romani, esce sulla via che lo condurrà al luogo del suo supplizio: al Golgota. Quella croce è il cumulo dei peccati commessi dall'umanità tutta: da Adamo fino alla fine del mondo. Sì, perché lui stava per pagare per tutti, anche per me... Allora ho aiutato anch'io a costruire quella croce, con i miei peccati, gravi o meno, non importa, ma tanto o poco l'ho resa più pesante! Se io non avessi peccato, quella croce sarebbe stata più leggera. Forse non ci ho mai pensato... Certo, spesso l'ho dimenticato...

C. Concedici, Gesù, una vita di rettitudine e di coraggio. Fa’ che non ci vergogniamo di riconoscerti davanti a tutti come Signore e fa’ che accettiamo di vivere, con gioia, le conseguenze e gli impegni della Fede.

Ripetiamo insieme: fa’ che niente ci turbi né ci sgomenti

- Maria, Donna del sì senza riserve,

- Donna forte nel dolore

- Donna nuova e maestra di vita

 

TERZA STAZIONE - Gesù cade la prima volta

L. È terribile dover pensare a un Dio, il Dio dell'universo, che non sa reggersi in piedi e stramazza a terra, con il volto nella polvere, come l'ultimo degli schiavi, perché così l'hanno ridotto. E la croce, abbattutasi su di lui, ha aggravato il dolore di quella caduta. Ripensando alla mia vita, trovo che vi è qualcosa di simile. Un giorno, forse oggi stesso, non ho saputo reggere, sono crollato. Ero stanco di star curvo sotto la croce della lotta e mi sono buttato a terra, bocconi, nella polvere e nel fango... E se questa, grazie a Dio, non è la mia situazione, devo tuttavia pensare e temere che forse domani mi ci potrei trovare...

C. Colmaci, Signore Gesù, del tuo Spirito d’Amore per poter consolare chi piange. Perdona la nostra indifferenza, la durezza di cuore, la fretta. Perdona il disimpegno, la superficialità, l’evasione. Rendici capaci di comunicare la speranza.

Ripetiamo insieme: guarisci il nostro cuore

- Maria, conforto di chi è stato tradito e abbandonato,

- Maria, speranza degli oppressi e degli indifesi

- Maria, fiducia dei più poveri e degli «ultimi»

 

QUARTA STAZIONE - Gesù incontra sua Madre

L. Fra la folla dei nemici di Gesù, fra i crudeli curiosi, accompagnata da alcuni parenti e dalle donne galilee che avevano seguito Gesù, c'è Maria, la madre del condannato. Con la morte nel cuore segue Gesù, … Gesù la sente presente, vicina; rialza il capo e volge gli occhi verso di lei... I loro occhi si incontrano, e in quel breve incontro di sguardi è racchiuso tutto un colloquio di amore e di compassione. Gesù non è più solo a portare la sua croce: con lui è sua Madre. Quale lezione mi da tua Madre, o Gesù! Nemmeno per un istante ritira il suo “eccomi” dell'annunciazione, anzi, lo vuole attuare fino in fondo. Pensando a come vivo mi viene da arrossire... Essa fu fedele fino all'ultimo alla scelta che aveva fatto! Anch'io un giorno ho fatto una scelta, ma quante volte l'ho rinnegata, l'ho ripudiata. Quante volte ho rinnegato il mio battesimo, il mio cristianesimo... Non ho voluto lottare, non ho voluto soffrire, non ho accettato la croce!

C. Maria, sempre presente nell’ora della prova, rendici attenti al dolore dei fratelli e guida i nostri passi verso chi soffre. Apri il nostro cuore alla comprensione, all’accoglienza, alla partecipazione. Fa’ che, nell’ora della Croce, il Signore ci trovi, come te, al nostro posto.

Ripetiamo insieme: illumina il nostro cuore

- Madre della Chiesa che soffre e spera

- Madre di Cristo umiliato e glorificato

- Madre di Dio e dell’umanità

 

QUINTA STAZIONE - Il Cireneo aiuta Gesù

L. Il centurione si avvede che Gesù non ce la fa più a portare la croce, anzi teme addirittura che lo sforzo lo abbia a finire prima di giungere al Golgota. Ma lui aveva un ordine: «Crocifiggerlo!». Se Gesù fosse morto per strada, gli potevano venire delle noie... È necessario quindi risparmiare il condannato: bisogna che qualcuno porti la sua croce, o almeno l'aiuti. A due passi, un contadino dalle spalle robuste se ne torna dal suo podere; è un immigrato di Cirene, di nome Simone. Un secco ordine e quegli è costretto, forse imprecando alla mala sorte, a caricarsi sulle spalle la croce di Gesù... Tu, il Figlio di Dio, l'onnipotente, ti sei fatto impotente... Hai voluto aver bisogno del debole aiuto dell'uomo per portare a termine il tuo sacrificio. Veramente imperscrutabili i disegni della tua Provvidenza! Quando sul mio cammino, quello di ogni giorno, ti dovessi, o Gesù, incontrare sofferente sotto la croce, fa' che' generosamente offra la mia spalla a te sofferente.

C. Dilata gli spazi del nostro cuore, Signore, perché possiamo essere una presenza d’amore presso i nostri fratelli, specie i più deboli e sofferenti, i giovani e gli emarginati. Il tuo Spirito ci aiuti a intuire le loro necessità e a sacrificare le nostre comodità, il nostro tempo, i nostri progetti alle esigenze della carità.

Ripetiamo insieme: rendici misericordiosi

- Madre unita all’opera del Salvatore,

- Madre associata alla passione del Figlio

- Madre di clemenza e di perdono

 

SESTA STAZIONE - La Veronica asciuga il volto di Gesù

L. Sangue, polvere e sudore è la tragica maschera che copre il volto di Gesù. In mezzo a tanta indifferenza, a tanta crudele curiosità, a tanto odio, la tradizione pone la figura della Veronica. È una donna che sente pietà per Gesù. Per questo fende la folla, non si cura della scorta armata ed è lì, presso Gesù, e gli tende quel lino. Gesù si volge, si ferma: i suoi occhi, dolci e stupendi, dicono alla donna tutta la sua riconoscenza. Quel lino passa sul suo volto, e la pietosa se ne parte, generosamente ricompensata, recando con sé il più sublime e tragico calco: il volto di Gesù. Il tuo volto doloroso ho bisogno di averlo sempre davanti agli occhi... Quante volte non l'ho saputo vedere, quante volte non l'ho saputo scoprire questo tuo volto, sotto la maschera della sofferenza, della miseria, dell'apparente indifferenza del mio fratello... Inutilmente hai atteso il mio gesto di pietà amorosa, di compassione. Forse non ho saputo far altro che commiserarti, e nulla più. Non ho osato fendere la folla dei miei comodi, dei miei interessi, del mio egoismo per giungere fino a te, che andavi a morire per me. 

C. Signore Gesù, rendi limpidi i nostri occhi, perché sappiamo scoprire il tuo volto nei fratelli e, con la nostra vita onesta e pura, possiamo rivelare la tua presenza in noi. Rendici forti, prudenti e coraggiosi perché il nostro cuore sia orientato sempre e solo verso Dio.

Ripetiamo insieme: uniscici alle sofferenze di Cristo

- Maria, Madre d’amore e di tenerezza,

- Madre di bontà e di consolazione

- Madre di speranza e di conforto

 

SETTIMA STAZIONE - Gesù cade per la seconda volta

L. Gesù procede sempre più lentamente. Il suo passo si fa sempre più incerto, vacillante. Ad ogni passo sembra debba cadere sfinito. La sua sofferenza e la sua stanchezza evidentemente stanno raggiungendo il massimo di sopportazione, oltre il quale è la morte. Non ne può più. Le forze gli vengono meno e le gambe si rifiutano di reggerlo. Eccolo barcollare ancora più paurosamente... Le braccia annaspano nel vuoto in cerca di un inesistente sostegno. Ed è nuovamente a terra, nella polvere... E’ amaro il calice che stai bevendo, o Gesù. Gli uomini te l'hanno preparato a goccia a goccia, coi loro peccati. L'hanno colmato fino a farlo traboccare. Anch'io con loro ti ho preparato quel calice amaro: qualche goccia l'ho versata anch'io con i miei peccati, con le mie infedeltà, con la mia viltà, ... quando ho tralasciato il bene difficile per il bene facile... quando sono caduto e ricaduto nel peccato.

C. Sostienici, Signore Gesù, con la tua forza, perché possiamo sopportare serenamente le contraddizioni, parlare con dolcezza e affabilità all’arrogante e all’importuno. Rendici umili, miti e arrendevoli, disponibili alla collaborazione, profondamente buoni anche di fronte alla provocazione e alla prepotenza.

Ripetiamo insieme: rendi buono il nostro cuore

- Maria, fiducia di chi spera in te,

- Maria, fortezza di chi confida in te

- Maria, salvezza di chi si rifugia in te

 

OTTAVA STAZIONE - Gesù conforta le pie donne

L. Per Gesù che continua i! suo cammino verso la morte. Non vi è solo odio e crudele curiosità, ma anche pietà amorosa. come quella di queste popolane di Gerusalemme, che non temono di mostrare il loro dolore e la loro compassione per lui piangendo... E Gesù ha visto e ha udito il loro pianto e i loro lamenti... Fa bene al cuore questa attestazione di affetto verso Gesù da parte di quelle donne di Gerusalemme. Ma Lui: “Non pensate a me. pensate a voi! Non piangete per me, ma per voi e per i vostri figli...” Succede anche a me di avere compassione delle tue sofferenze: mi è anche facile commuovermi per i peccati degli altri, dimenticando forse troppo spesso i miei.

C. Concedici, Signore, di lasciarci penetrare e scuotere dalla forza del tuo Spirito, perché la nostra vita, alla luce della tua Parola, sia un quotidiano cammino nel tuo amore che ci trasforma in apostoli, profeti e testimoni del tuo Regno.

Ripetiamo insieme: insegnaci a fare tutto ciò che Gesù ci dirà

- Maria, Donna che hai creduto nell’annuncio dell’angelo,

- Donna che hai accolto il Signore

- Donna che non hai dubitato di Dio

 

NONA STAZIONE - Gesù cade per la terza volta

L. Il Golgota è vicinissimo: ancora pochi passi. Ma Gesù è allo stremo delle forze, non si regge più e stramazza al suolo. Nessuno si china pietoso su di lui; deve morire in croce! La folla con le sue urla, i soldati con le loro imprecazioni, vogliono che si rialzi ad ogni costo. Gesù raduna quel poco di forze che gli restano... e con estrema fatica si rialza e si mette nuovamente in cammino verso la meta ormai vicina. Ora comprendo le tue parole: «Senza di me non potete fare nulla». .

C. Signore, tieni viva la nostra fame e sete di te perché sentiamo l’urgenza di convertirci, di riconciliarci con te e con tutti e di aderire con tutta l’anima alle richieste del tuo Vangelo.

Ripetiamo insieme: converti il nostro cuore all’amore

- Maria, che ci insegni a sperare,

- Maria, che ci insegni a credere

- Maria, che ci insegni a perdonare

 

DECIMA STAZIONE - Gesù è spogliato delle sue vesti

L. Finalmente Gesù è giunto al Golgota. Gli viene offerta una bevanda inebriante: vino misto a mirra. Egli vi accosta appena le labbra e poi la ricusa. Tutto è ormai pronto, anche Ve croci. Gli vengono tolte le vesti, appiccicate in più punti al corpo per il coagularsi del sangue delle ferite prodotte dalla flagellazione... Non importa se lui soffre! Ecco il suo corpo, coperto di lividi, di ferite e di sangue... fa pena!

C. Signore Gesù, rendici liberi, spogli delle nostre sicurezze. Sgombra il nostro cuore dall’avidità di stima, di affetto, di beni, di piaceri, di sapere. Toglici l’affanno per il domani e concedici di servirti in letizia e speranza.

Ripetiamo insieme: rendici poveri e piccoli

- Vergine che conosci il dolore e l’angoscia,

- Vergine che conosci l’esilio e l’umiliazione

- Vergine che conosci la povertà e il sacrificio

 

UNDICESIMA STAZIONE - Gesù crocifisso

L. È giunta l'ora. Gesù viene fatto stendere sul legno trasversale della croce. Vi si stende, porge una mano. Il boia l'afferra saldamente, la preme contro il legno, vi punta il chiodo e i colpi di martello si susseguono. Il chiodo lacera la pelle, le carni... copioso sgorga il sangue. Il pugno si chiude per lo spasimo: tutto il suo corpo sussulta. Poi è la volta dell'altra mano e dei piedi. Nei suoi occhi e sul suo volto i segni viventi di quel tremendo dolore, ma dal suo labbro neppure un lamento... Il  legno viene sollevato e fissato sul palo verticale. Nuovi dolori, nuovo tormento, altro sangue che sgorga dalle ferite che si allargano. Tutto quel dolore, tutti quegli spasimi hanno un unico motivo: l'amore! La redenzione, la mia redenzione e quella dei miei fratelli... La tua legge è una croce; lo capisco bene.

C. Aiutaci, Signore Gesù, ad essere operatori di pace, a perdonare offese, ingratitudini e torti ricevuti. La tua grazia ci faccia superare suscettibilità e risentimenti. Il contatto con te, Parola e Pane, plachi il nostro cuore e lo colmi della tua pace.

Ripetiamo insieme: sostieni la nostra fedeltà

- Madre che hai affrontato consapevolmente il dolore,

- Madre sempre presente nella nostra sofferenza

- Madre che hai atteso la Risurrezione

 

DODICESIMA STAZIONE - Gesù muore sulla croce

L. Per tre ore Gesù agonizza in croce; là, sospeso tra il cielo e la terra, in un mare di dolore... Ai piedi della cro-ce vi è Maria, la sua mamma, e, vicino, Giovanni, l'apostolo prediletto. Gesù allora dice a sua Madre: «Mamma, ecco il tuo figlio!». E poi a Giovanni: «Ecco la tua mamma!». Verso le quindici Gesù grida a gran voce: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato!». Poi, arso dalla sete, dice: «Ho sete», e un soldato gli da da bere con una spugna bagnata in acqua e aceto, infissa su di una canna. Gesù, dopo aver preso l'aceto, dice: «Tutto è compiuto!». E di nuovo gridando ad alta voce esclama: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». E, detto ciò, muore.

C. Maria, sostieni la nostra fede quando il Signore ci chiede di amarlo più del progetto, della cosa o della persona più cara; quando tutto crolla in noi e attorno a noi. Fa’ che, come te, speriamo contro ogni speranza perché sappiamo in chi abbiamo posto la nostra fiducia.

Ripetiamo insieme: insegnaci a consolare

- Maria, aiuto e conforto dei morenti,

- Maria, aiuto di chi è solo nel dolore

- Maria, aiuto di chi è disprezzato e rifiutato

 

TREDICESIMA STAZIONE - Gesù è calato dalla croce

L. I nemici di Gesù potrebbero essere soddisfatti. Finalmente l'hanno tolto di mezzo e non darà loro più alcun fastidio. Ma quel corpo martoriato, che pende esanime dalla croce, monumento infame del loro odio e del loro delitto, è loro insopportabile... Vogliono passare la Pasqua in pace; vanno perciò da Pilato e chiedono che quel corpo venga tolto dalla croce. Giuseppe d'Arimatea, membro del Sinedrio, che però non aveva dato il suo consenso per la morte di Gesù, va pure lui da Pilato e gli chiede il corpo di Gesù. Pilato glielo concede. Giuseppe allora se ne torna al Golgota e, aiutato da Giovanni e dalle altre persone che vi si trovavano, toglie Gesù dalla croce. La sua mamma se lo riceve tra le braccia e se lo stringe al cuore l'ultima volta, amorosamente... Dopo tanto dolore Gesù può riposare nelle braccia della sua mamma, e Maria se lo stringe al cuore con lo stesso amore con cui lo aveva stretto a Betlemme e a Nazaret. Come l'hanno ridotto la cattiveria, l'odio, i peccati degli uomini... i miei peccati...

C. Signore Gesù, che ad ogni battezzato affidi una missione profetica, rendici costantemente vigilanti per poter annunciare, con la nostra vita, il tuo amore e dimostrare la tua presenza nel mondo. Amen.

Ripetiamo insieme: mantieni viva la nostra fede

- Maria, vittoria della speranza sull’angoscia,

- Vittoria della comunione sulla solitudine

- Vittoria della pace sul turbamento

 

QUATTORDICESIMA STAZIONE  - Gesù deposto nel sepolcro

L. Ora che Gesù è stato deposto dalla croce, è necessario seppellirlo. Giuseppe d'Arimatea mette a disposizione il sepolcro nuovo che si era fatto scavare proprio in un podere lì vicino. Il corpo di Gesù viene lavato, spalmato con una mistura di mirra e aloè, e poi l'avvolgono in un grande lenzuolo, ponendogli sul volto un sudario. Fatto questo, depongono Gesù nel vicino sepolcro, e, rotolatavi una grossa pietra che ne chiuda bene l'entrata, se ne vanno. La tua via dolorosa ha avuto un epilogo: la croce, la morte, la sepoltura. La mia via non può essere diversa. Dal tuo sepolcro uscirà la nuova vita... dalla mia morte al peccato ne uscirò vivo, non solo, ma tanto ricco di vita da poterne donare ai miei fratelli. Perché c'è qualcuno che attende da me il dono della vita. Qualcuno? Ma sono milioni! Non lo devo e non lo posso dimenticare: la tua via l'hai percorsa anche per loro!

C. Signore della vita, fa’ che niente e nessuno ci separi da te. Nell’ora della prova, il nostro cuore non dubiti del tuo amore e non venga mai meno la nostra fiducia in te.

Ripetiamo insieme: aiutaci a fidarci del Signore

- Vergine che hai creduto nell’impossibile,

- Vergine che non hai temuto i progetti di Dio

- Vergine che hai sperato anche oltre la morte del Figlio

 

QUINDICESIMA STAZIONE - È risorto come aveva predetto

C. «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui è risorto» (Lc 24,5-6).

«Beati coloro che pur non avendo visto crederanno» (Gv 20,29).

«Il prigioniero sarà presto liberato; egli non morirà nella fossa né mancherà di pane. Io sono il Signore tuo Dio, che sconvolge il mare così che ne fremano i flutti, e si chiama Signore degli eserciti. Io ho posto le mie parole sulla tua bocca, ti ho nascosto sotto l’ombra della mia mano, quando ho disteso i cieli e fondato la terra, e ho detto a Sion: “Tu sei mio popolo”. “Prorompete insieme in canti di gioia, rovine di Gerusalemme, perché il Signore ha consolato il suo popolo, ha riscattato Gerusalemme. Il Signore ha snudato il suo santo braccio davanti a tutti i popoli; tutti i confini della terra vedranno la salvezza del nostro Dio”». (Is 51,14-16; 52,9-10)

Signore Gesù, che hai vinto il peccato e la morte, fa’ che viviamo sempre per te. Con la forza dei sacramenti e della preghiera, fa’ che gustiamo l’esperienza di una vita nuova.

Ripetiamo insieme: ricolmaci della tua speranza

- Vergine, testimone della Passione di Cristo,

- Vergine, testimone della sua Risurrezione

- Vergine, vittoriosa sulla morte