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Una nuova scenografia - 2011

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2011 - UN RESTAURO PRODIGIOSO

L’apparato scenico che caratterizza la Turba, rappresenta senza ombra di dubbio uno dei punti di forza del sacro dramma sia per l’imponenza che per la sua collocazione all’interno di Piazza Luceoli. Esso, tuttavia, costituisce anche uno dei punti sensibili per una serie di questioni tra loro connesse, quali la custodia, le operazioni di montaggio e smontaggio, l’adeguamento alle norme di sicurezza, le manutenzioni che necessitano sempre un impegno in forza lavoro ed economico rilevanti.

 

Al di là dell’evento, c’è un grande significato che possiamo ritrovare in quest’opera collettiva, che va ricercato principalmente nella materia con cui tutto fu realizzato: il legno. Legno perché era poco costoso, facile da lavorare e di fatto l’unico reperibile in quel periodo lontano. Ma c’è di più; c’è una fetta di storia industriale della nostra comunità. C’è la forza e l’amore di uomini che nel proprio lavoro affinarono la tecnica potendola poi lasciar liberamente correre nell’impegno del “dopo cena”, nella creazione di un effimero nobilitato proprio della caducità del materiale impiegato. C’è poi un valore affettivo diverso, di chi i palchi non li ha pensati o realizzati ma semplicemente vissuti, come un arredo aggiuntivo della Piazza, un elemento di grande aggregazione sociale. Tutti noi che abbiamo alle spalle svariati lustri, vi abbiamo giocato allo sfinimento, o vi ci siamo appollaiati al sole di primavera: “gimo a sede ‘n pezzo sui palchi”, la frase che spesso veniva detta.

In riferimento ad essi, si è completata con l’anno in corso un’opera di restauro pianificata ed iniziata tre anni fa, per avere una scenografia completamente rinnovata, in vista delle due edizioni della Turba 2011 e del congresso di Europassion. I lavori hanno interessato la completa sostituzione dei pannelli di tamponatura, degli elementi della struttura portante deteriorati e non più saldi e della tinteggiatura.

Di seguito alcuni “numeri” che danno un’idea dell’impegno richiesto:

  • 800 sono state le ore impiegate per i lavori di falegnameria
  • 114 i metri quadri di compensato marino
  • 30 kg. di colla
  • 60 flaconi di silicone
  • 900 le ore impiegate per le operazioni di tinteggiatura
  • 250 i litri di tinta
  • 75 quelli di acquaragia
  • 100 litri di cementite

Non è necessario aggiungere altro; queste cifre svelano l’amore, la passione, l’“intelligenza sociale”, di molte persone che sono il vero valore aggiunto dell’importante restauro. Giovani e meno giovani che hanno messo a disposizione il loro tempo libero, in molti casi il loro dopolavoro, la loro abilità per un qualcosa che appartiene a tutti, come a tutti loro va un dovuto riconoscimento.